Crescere i propri figli non è mai semplice, soprattutto nel periodo adolescenziale che è solitamente quello che desta maggiori preoccupazioni nei genitori. Le prime ribellioni, i rientri a casa oltre il coprifuoco, comportamenti strani, piccoli “furti” all’interno della propria abitazione come ori, argenti o soldi in contanti messi da parte, sono tutti elementi che possono preoccupare un genitore e portarlo a cercare di comprendere cosa sta succedendo.
Purtroppo, nella maggior parte dei casi, parlare direttamente con il ragazzo non permette di carpire delle informazioni affidabili, ecco perché spesso si pensa a richiedere un supporto esterno come quello che può essere dato da un’agenzia investigativa. Ma vediamo quando è possibile richiedere di condurre delle indagini sui figli minorenni a un investigatore privato in modo legittimo, nei limiti previsti dalla legge.
Indagini sui figli minorenni e responsabilità genitoriale: i limiti di legge
Per capire meglio come possano essere svolte le indagini sui figli minorenni, bisogna partire dal concetto legale di responsabilità genitoriale che riconosce al figlio il diritto di essere educato, mantenuto economicamente e assistito anche sotto il profilo morale dai propri genitori nel rispetto delle sue inclinazioni e capacità.
Il dovere di vigilanza discende proprio da questa impostazione e trova riscontro anche sul piano della responsabilità civile, dato che l’articolo 2048 c.c. chiama i genitori a rispondere di eventuali danni che sono causati dal figlio minore che abita con loro, salvo che possano provare che non potevano in alcun modo impedire il fatto.
L’articolo 316, invece, stabilisce che la responsabilità genitoriale spetti a entrambi i genitori, mentre per le coppie separate si deve fare riferimento all’articolo 337-ter che richiede per le decisioni di interesse comune su istruzione, educazione, residenza e salute un comune accordo. Quando si è separati, la decisione di far controllare le attività del figlio da un’agenzia investigativa, deve essere condivisa da entrambi i genitori, onde evitare possibili ripercussioni legali.
Quando i genitori possono incaricare un investigatore privato per il figlio
Le ragioni che possono indurre i genitori a chiedere un controllo sui minori ruotano intorno alla paura che il ragazzo frequenti ambienti pericolosi, faccia uso di alcol o di stupefacenti, subisca o commetta atti di bullismo, o che sia entrato in contatto con adulti conosciuti in rete che possano portarlo sulla “cattiva strada“.
I segnali che preoccupano possono invece essere vari, come un calo netto del rendimento scolastico accompagnato da assenze non giustificate, l’abbandono dello sport o delle attività che amava, un uso del denaro strano, con acquisti al di sopra delle sue possibilità, che non combaciano con la paghetta che gli viene concessa, il tutto accompagnato anche da una costante irritabilità e scatti d’ira quando si prova a far luce sulla questione.
Molti di questi comportamenti, singolarmente, possono rientrare nei cambiamenti tipici dell’adolescenza, ma la comparsa ravvicinata di più segnali tra loro può giustificare la preoccupazione del genitore e una richiesta d’aiuto a una persona esterna. Certo, prima di rivolgersi a un professionista, è bene tentare la strada del dialogo e confrontarsi con i docenti o con altre figure che vedono il ragazzo in contesti diversi, per riuscire a confermare o ridimensionare il sospetto.
In tutti quei casi in cui il dialogo è assente, anche altri si sono accorti dei cambiamenti e si ha bisogno di sapere cosa succede davvero fuori casa, la soluzione migliore è affidarsi a un investigatore privato professionista, evitando di improvvisarsi “detective” in prima persona per seguire personalmente il proprio figlio o frugare tra le sue cose, che espone al rischio di essere scoperti e di creare una frattura nella fiducia che sarebbe complesso sanare.
Come si svolge il controllo dei minori da parte di un’agenzia investigativa
Il primo incontro dei genitori con l’agenzia aiuta a capire in che modo agire, ad avere un consulto professionale e anche a ricostruire i segnali osservati, gli orari e i luoghi frequentati dal figlio, le persone di cui parla, così da fissare in modo attento le sue abitudini, capire le persone che incontra, e valutando un numero di giornate di osservazione che siano proporzionate al dubbio che si è insinuato.
Prima ancora di scendere sul campo con gli appostamenti o i pedinamenti, le moderne indagini investigative si avvalgono dell’OSINT, ossia la raccolta e l’analisi strategica delle informazioni liberamente e pubblicamente accessibili in rete. Quando si svolge un controllo sui minori, l’investigatore privato non può violare la privacy del ragazzo né a hackerare i suoi profili privati o le sue chat di messaggistica, azioni che costituirebbero reato, ma analizza in modo professionale le “tracce digitali” che sono visibili a chiunque sul web.
Mediante lo studio dei post sui social network, delle foto pubbliche, dei commenti, delle geolocalizzazioni e delle interazioni su forum o piattaforme frequentate dai giovanissimi, l’analisi OSINT permette di ricostruire la rete di amicizie del minore, individuare la frequenza di luoghi a rischio e identificare precocemente minacce esterne come incontri con persone conosciute online o episodi di cyberbullismo. Questo tipo di indagine digitale permette di fare un’analisi preliminare e di pianificare eventuali interventi sul territorio in modo mirato ed efficace.
Sul campo, invece, l’investigatore durante le giornate d’incarico potrà avvalersi dell’osservazione statica, cioè l’appostamento in prossimità di un luogo, e quella dinamica, che segue a distanza gli spostamenti del ragazzo, sempre in luoghi pubblici o aperti al pubblico e senza alcun contatto con il minore o con i suoi amici, con foto e video che documentano comportamenti visibili a chiunque si trovi in quel luogo.
Il genitore, anche se il figlio è minorenne, non può chiedere, durante gli avvistamenti, la registrazione delle conversazioni tra il figlio e terzi, l’accesso a case o locali privati e l’accesso allo smartphone del ragazzo, condotte che possono integrare i reati di interferenze illecite nella vita privata o di cognizione illecita di comunicazioni, oltre a violare il GDPR.
Al termine dell’incarico la famiglia riceve la relazione investigativa con la cronologia degli spostamenti, la descrizione degli incontri e il materiale fotografico, che diventa la base per decidere come intervenire, a seconda della situazione che si presenta loro, con l’aiuto di un professionista, come uno psicologo, o del SerD in caso di uso di sostanze da parte dell’adolescente, o di scuola e insegnanti in caso di problemi del ragazzo con i compagni classe e in ambito scolastico.
Se hai bisogno di aiuto e vorresti capire se indagare su tuo figlio, anche se minorenne, sia la soluzione migliore: richiedici una consulenza dedicata alle investigazioni private.
Leggi anche:
Cosa può fare un investigatore privato e quali sono i limiti di legge




0 commenti